Test di stampa Alfawise U20 con PLA Marmo Amolen

Negli ultimi mesi abbiamo effettuato dei test di stampa con Alfawise U20, il nuovo prodotto di Gearbest considerato da molti un best buy. Come filamento abbiamo utilizzato il PLA marmo di Amolen, disponibile su Amazon. Vediamo come è andata.

PLA Marmo

Il PLA marmo di Amolen arriva in confenzione da 1KG con alcuni campioni di altri materiali.

La confenzione di plastica è chiudibile ermeticamente (c’è la solita bustina di silica gel). Un’etichetta ci indica le temperature a cui stampare:

190° – 220° per l’estrusore;
0° – 50° per il bed;
30 – 50 mm/s la velocità.

Campioni di PLA bronzo e seta.

Alfawise U20

Unboxing

La stampante arriva protetta ed impacchettata a dovere. Ho letto che rispetto alle prime spedizioni, dove il piano in vetro arrivava bombato, è stata messa più cura nel packaging. La nostra esperienza conferma questa tendenza: non abbiamo riscontrato problemi con il piatto di stampa.

Il pacco oltre alle componenti meccaniche contiene tutto l’essenziale per l’assemblaggio, il manuale d’uso e un filamento di cortesia.

Montaggio e calibrazione

Il montaggio è semplice, rapido e ben spiegato nelle istruzioni. In un decina di minuti la macchina è già operativa.

Grazie all’apposita funzione del firmware, il livellamento è veloce e senza problemi.

Sul gruppo Facebook “Alfawise U20/U30 Italia Unofficial” abbiamo trovato tutti i link utili per aggiornare il firmware e configurare Cura3D.

Prima stampa

Arriviamo finalmente al Test di stampa con Alfawise U20. Prima di procedere è necessario formattare la scheda micro SD, altrimenti la macchina non ne vuole sapere.

Lanciando la prima stampa (il classico dadino) emerge subito un problema: il piatto non si scalda. Contattiamo l’assistenza clienti ma, dopo 3 mesi e numerosi ticket, il problema ad oggi non è stato risolto.

In ogni caso, avendo acquistato la stampante per lavorare esclusivamente con il PLA, decidiamo di non tener conto del problema e continuare ugualmente con le prove.

Alla risoluzione di 0,08 mm la qualità degli oggetti è veramente eccezionale ed i layer si intuiscono a malapena. L’effetto salmon skin, che molti utenti del web lamentano, è visibile solamente se ci si fa attenzione (niente che un piccolo carteggio non possa risolvere).

Impressioni

Dopo un paio di prove andate bene, ci sentiamo subito pronti a tentare stampe più complesse, così da testare anche i filamenti Amolen.

Prime stampe

Il primo test è con il campione di PLA bronzo, impiegato per stampare una replica di moneta romana presa da Thingiverse.

Il risultato è ottimo, anche se non c’è modo di staccare l’oggetto dal raft senza danneggiarlo.

Ercole Fanciullo

Il secondo test lo effettuiamo usando il PLA marmo con la replica (ottenuta in fotogrammetria) di una statua romana.

Stampato a risoluzione 0,08 e senza riempimento, risultato è molto buono. I supporti vengono via con estrema facilità e l’effetto marmo, almeno alla vista, è davvero piacevole.

Testa femminile

Terzo test, durato quasi 43 ore, con una testa di statua stampata in scala 1:1.

Il risultato è anche in questo caso ottimo, con un dettaglio invidiabile.

Iniziano i problemi

Questa è stata l’ultima stampa senza problemi. Dopo, purtroppo, abbiamo avuto delle noie con il sensore di fine filamento: questo in teoria permetterebbe di sospendere la stampa quando esaurisce il materiale, ma in realtà l’estrusore non è preciso nel riposizionarsi dopo la sostituzione del PLA. Inoltre, come già detto, ha iniziato a dare delle letture errate dopo neanche 52 ore di lavoro, segnalando erroneamente la fine del materiale ogni 10 minuti.

Per ovviare a ciò abbiamo scollegato il cavo dal sensore creando un ponte che segnala costantemente la presenza del filamento.

Rocca Medievale di Montecelio

Dal momento che non avevamo più repliche della Rocca Medievale di Montecelio (Marco ha regalato la replica che si vede in uno dei nostri video su YouTube a uno dei volontari di Maker Faire Kuwait), dopo aver risolto i problemi sopra descritti abbiamo lanciato una stampa di questo modello. Abbiamo impostato il lato ad una dimensione di 22 cm per andare a sfruttare tutto il piano di lavoro. Il timelapse qui sopra mostra l’intero lavoro, compresa l’interruzione di energia elettrica che ci ha permesso di apprezzare la funzione di recupero. Dopo 20 ore di stampa questa feature si è rivelata importante ed abbiamo potuto apprezzare come la macchina, al riavvio, si sia riposizionata nel punto esatto in cui si era fermata.

Anche in questo caso la qualità del pezzo stampato è ineccepibile. Si apprezza a pieno la precisione delle componenti meccaniche di questa stampante.

Conclusioni

PLA

L’effetto al tatto è molto plasticoso. Abbiamo fatto provare a persone non vedenti sia repliche di statue realizzate con questo filamento sia prodotti in resina caricata con carbonato di calcio: il confronto, per quanto riguarda la percezione tattile, è impietoso. Altro discorso la resa visiva, con un risultato piacevole che permette di creare oggetti stampati in 3D di forte d’impatto visivo.

Alfawise U20

Durante questo test di stampa Alfawise U20 ci ha mostrato dei pro e dei contro.

Per quanto riguarda i problemi, la criticità principale riguarda l’assistenza ricevuta da Gearbest. Ho perso realmente il conto di quanti ticket ed email abbiamo dovuto inviare prima di ricevere la proposta di sostituzione della stampante.

In secondo luogo, sulla U20 acquistata abbiamo riscontrato ben due problemi di non poco conto (piano di stampa e sensore di fine filo) che compromettono in maniera importante le performance della stampante, soprattutto se si vogliono stampare altri materiali oltre il PLA.

Non si possono tacere però gli aspetti positivi di questa macchina: in primo luogo la risoluzione di stampa, che la colloca al primo posto tra le stampanti FDM che abbiamo provato e/o utilizzato (e tra queste ci sono prodotti di brand blasonati che costano 10 volte tanto). Il sistema di movimento che sfrutta dei dadi eccentrici è in grado di dare grande precisione alle dinamiche di stampa, a tutto vantaggio della resa finale degli oggetti stampati.

Il firmware è molto intuitivo e la velocità con cui si riescono ad effettuare le prime stampe dopo l’unboxing è un grande punto a favore della U20.

Sperando che le noie riscontrate siano dei peccati di gioventù risolvibili con aggiornamenti del firmware (che sono abbastanza costanti), la sensazione che si ha è quella di un prodotto che forse doveva essere testato maggiormente prima di essere messo sul mercato.

Una volta risolti i piccoli (ma fastidiosi) problemi lato software, ci sentiamo di consigliare questa stampante: permette di ottenere risultati apprezzabili ad un prezzo imbattibile e con una semplicità che non abbiamo riscontrato in altre FDM (anche di marca). Una macchina che tutto sommato è in grado di dare delle grandi soddisfazioni.

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